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NO all’Iniziativa per la limitazione

Ci sono diversi punti contro l’Iniziativa per la limitazione:

 

Confusione degli elettori
Già la denominazione dell’iniziativa è un inganno per gli elettori svizzeri: perché quello che si cela dietro al termine “limitazione”, apparentemente innocuo, mira invece alla rottura delle buone relazioni economiche della Svizzera con i Paesi dell’UE. Poiché l’UE è il principale partner economico della Svizzera, l’accoglimento dell’iniziativa riporterebbe il nostro Paese al 1992. Già il ‘no’ allo Spazio Economico Europeo (SEE) di allora portò ad una stagnazione dell’economia durata diversi anni. L’Iniziativa avrebbe senso solo nel caso in cui il nostro Paese si trovasse in una buona situazione economica.

La crisi verrebbe drammaticamente aggravata
Purtroppo è vero il contrario: nel 2020 le imprese svizzere stanno già affrontando le conseguenze del coronavirus, ancora lontane dall’essere superate e che rischiano di far perdere molti posti di lavoro e di far fallire numerose PMI. Ancora non sappiamo quante aziende riusciranno a sopravvivere. In una situazione del genere è necessario mobilitare tutte le forze disponibili per il rilancio dell’economia.

Non vengono proposte alternative
Kaspar Engeli, Direttore di Commercio Svizzera, mette quindi vivamente in guardia sulle conseguenze di un’approvazione dell’iniziativa: «L’Iniziativa di risoluzione - ufficialmente l’Iniziativa per la limitazione - è pericolosa poiché mette in discussione tutti gli accordi bilaterali esistenti tra la Svizzera e l’UE. Mira a cancellare questi trattati bilaterali senza offrire alcuna alternativa. È una grave imprudenza ed è estremamente pericolosa. Ecco perché è cruciale vincere questa consultazione popolare! In tutto il Paese tutte le persone dotate di raziocinio e i partiti politici si sono schierati in modo compatto contro questa iniziativa. Anche Commercio Svizzera vi si oppone attivamente.»

Immigrazione in calo dal 2013
L’Iniziativa per la limitazione inoltre dà ad intendere che il problema principale della Svizzera sarebbe l’immigrazione. Anche in questo caso si tratta di un subdolo inganno perché invece i numeri dell’immigrazione sono in calo da sette anni. Viene inoltre taciuto che la maggioranza degli immigrati viene in Svizzera su ‘invito’ delle aziende del Paese. Come è noto, in Svizzera in molti settori manca forza lavoro qualificata e in possesso di adeguata formazione. Senza i collaboratori necessari tuttavia le aziende non possono fornire servizi. Anche la mancanza di forza lavoro qualificata mette in pericolo il successo economico della Svizzera. Se l’iniziativa venisse approvata questa carenza si acuirebbe, con un conseguente ulteriore indebolimento dell’economia. L’economia e in particolare il commercio della Svizzera hanno bisogno di stabilità politica. Esperimenti politici azzardati non farebbero altro che metterla in serio pericolo.

Comunicato Stampa


Nella campagna relativa alla consultazione popolare gli imprenditori e gli altri operatori del commercio prendono una posizione chiara contro l’Iniziativa per la limitazione.